17 dicembre 2025
Costituzione di Rappresentanze Sindacali Aziendali: dichiarato illegittimo l’articolo 19 dello Statuto dei Lavoratori.
Intervista a Claudio Palmisciano, Segretario Generale CISAL FVG

D: Segretario, la Corte costituzionale, con la sentenza n. 156 del 30 ottobre 2025, ha dichiarato l'illegittimità parziale dell'articolo 19 dello Statuto dei Lavoratori. Qual è l'impatto fondamentale di questa decisione?

R: È una sentenza estremamente significativa per la democrazia sindacale. In sostanza, la Corte ha ampliato la platea dei soggetti che possono costituire le Rappresentanze Sindacali Aziendali, le RSA. Fino ad oggi, la norma, come modificata dal referendum del 1995, consentiva la costituzione di RSA solo ai sindacati che avevano firmato contratti collettivi applicati in azienda. La nuova sentenza stabilisce che possono costituire RSA anche le "associazioni sindacali comparativamente più rappresentative sul piano nazionale".

D: Perché la vostra sigla denunciava l'articolo 19 nella sua formulazione precedente?

R: Perché l'articolo 19, nel modo in cui era stato applicato, aveva creato un meccanismo perverso, una vera e propria rendita di posizione per le sigle storiche. Il sistema precedente favoriva i sindacati disposti a firmare accordi, talvolta anche al ribasso, pur di garantirsi l'accreditamento e, con esso, i diritti previsti dal Titolo III dello Statuto: permessi retribuiti, bacheca, assemblee. CISAL si è trovata esclusa. Non firmare accordi non convenienti o non essere convocati ai tavoli delle trattative da parte dei datori di lavoro ci precludeva il diritto di costituire RSA, anche laddove avevamo iscritti. Era un circolo vizioso studiato per ostacolare il sindacalismo non allineato.

D: C'era già stato un precedente della Consulta nel 2013. In che modo la nuova sentenza si differenzia da quella precedente e perché è più incisiva?

R: La sentenza del 2013 era stata un passo, ma insufficiente. Essa aveva esteso il diritto di costituire RSA anche ai sindacati che partecipavano alle trattative, anche se non firmavano il contratto. Il problema è che ha lasciato intatto il potere dei datori di lavoro di selezionare chi convocare ai tavoli. Quindi, il potere di accreditamento e l'esclusione di fatto dei sindacati non graditi rimanevano. La sentenza 156/2025, invece, introduce un criterio oggettivo, quello della "comparativa rappresentatività nazionale", bypassando la necessità di firmare o anche solo di partecipare alle trattative aziendali per accedere ai diritti.

D: CISAL rientra in questa categoria di sindacati "comparativamente più rappresentativi sul piano nazionale"?

R: Assolutamente sì. CISAL è ramificata in tutta Italia, opera in tutti i settori, sia nel pubblico che nel privato. La nostra rappresentatività è confermata anche dalla nostra presenza con un rappresentante nel CNEL, frutto di una stringente selezione. Non solo: conduciamo scioperi e iniziative di respiro generale. Per noi, questa sentenza apre una strada fondamentale per poter finalmente costituire RSA e usufruire pienamente dei diritti statutari in tutte le aziende.

D: Cosa comporta, secondo CISAL, questo nuovo accesso ai diritti in termini di potere contrattuale aziendale?

R: Il diritto di costituire una RSA è la chiave d’accesso a tutte le tutele del Titolo III dello Statuto, e questo include, in linea di principio, anche il diritto di partecipare alle trattative per gli accordi aziendali. Rimuovendo l'ostacolo alla costituzione della RSA, la Corte ha tolto al datore di lavoro (e spesso anche alle sigle sindacali storiche) la possibilità di escludere arbitrariamente un sindacato rappresentativo come il nostro dal tavolo negoziale. Se costituiamo legalmente una RSA, otteniamo la legittimazione per porci come interlocutore. Un diniego ingiustificato del datore di lavoro sarebbe considerabile una condotta antisindacale.

D: La Corte, però, non ha riconosciuto il diritto di costituire RSA ai sindacati semplicemente più rappresentativi in azienda, senza un intervento del legislatore. Cosa ne pensa e quale sarebbe, secondo CISAL, la soluzione definitiva per la rappresentanza?

R: La Corte, in assenza di una legge organica, ha dovuto trovare un equilibrio e non è andata oltre la rappresentatività su base nazionale. Lo capiamo. Tuttavia, la soluzione definitiva che CISAL chiede da anni è una legge sulla rappresentanza sindacale. Una legge che preveda la misurazione oggettiva dell’effettiva rappresentanza di ogni sigla. Questo è l'unico modo per garantire piena democrazia e trasparenza.

Intervista a cura

dell’Ufficio Stampa della CISAL-FVG