15-1-2026
Situazione previdenziale in FVG: dichiarazione di Claudio Palmisciano, Segretario Regionale della CISAL
Come CISAL FVG, accogliamo con favore e diamo atto alla Giunta Regionale, e in particolare all'Assessore Alessia Rosolen, di aver intrapreso una strada corretta con il potenziamento del bonus una tantum da 350 euro destinato alle pensioni minime. È un segnale di attenzione importante verso una platea che, nel 2026, si conferma purtroppo in espansione a causa delle persistenti difficoltà economiche.
Tuttavia, non possiamo esimerci dal confermare quanto denunciato anche dalle altre sigle sindacali: gli aumenti legati alla rivalutazione nazionale (pari all'1,4% per il 2026) non riescono a coprire il reale aumento del costo della vita. L'inflazione sta penalizzando pesantemente il potere d'acquisto dei nostri anziani, rendendo spesso difficile anche far fronte a spese primarie come affitti e cure mediche.
Se gli interventi per le pensioni minime sono un buon punto di partenza, resta aperta una ferita profonda nel tessuto sociale del Friuli Venezia Giulia: la condizione dei titolari di pensione di reversibilità.
In regione contiamo circa 100.000 pensioni ai superstiti.
Oltre 40.000 beneficiari percepiscono un assegno netto di circa 750 euro al mese, una cifra che li pone pericolosamente sulla soglia della povertà.
Si tratta di un'emergenza che colpisce soprattutto le donne vedove: i dati confermano che per ogni vedovo ci sono circa 4,3 vedove, le quali spesso si ritrovano con una frazione minima del reddito familiare originario.
Rinnoviamo con forza alla Regione la richiesta di istituire un "Assegno integrativo regionale per i superstiti fragili". La nostra proposta prevede:
Destinatari: Titolari di pensione di reversibilità con reddito annuo lordo inferiore a 11.000 euro.
Soglia ISEE: Accesso garantito con un ISEE al di sotto dei 15.000 euro.
Natura dell'aiuto: Un contributo economico (una tantum o periodico) esente IRPEF, modellato sul sussidio già esistente per i trattamenti minimi.
La CISAL FVG mantiene una linea di confronto equilibrata e costruttiva con le istituzioni, ma ribadisce che la dignità dei pensionati superstiti non può più attendere.




