19-1-2026
Gestione e programmazione del Trasporto Pubblico Locale su gomma:
La FAISA-CISAL FVG presenta una memoria scritta nel corso dell'audizione presso il Consiglio Regionale a Trieste.-

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Il tema del trasporto pubblico locale del Friuli Venezia Giulia negli ultimi anni è balzato alle cronache in più occasioni, soprattutto per la perenne mancanza di personale autista.

La FAISA-CISAL e le altre organizzazioni Sindacali stanno denunciando questa situazione oramai da diverso tempo, situazione che coinvolge tutte le aziende esercenti il trasporto pubblico locale della regione Friuli Venezia Giulia, più o meno marcata nelle diverse realtà, anche se codesta problematica è da ritenersi generalizzata a tutte le altre aziende del nostro paese, e non solo.

Pur comprendendo le varie soluzioni fin qui’ adottate per arginare questo fenomeno, poste in essere dalla direzione centrale Infrastrutture e territorio della Regione FVG, da TPL FVG e dalle aziende, la FAISA-CISAL ritiene essenziale che tutti gli attori coinvolti, soprattutto le aziende di trasporto pubblico, analizzassero fattivamente le motivazioni che hanno generato la situazione in essere, ovvero comprendere il perché molti autisti se ne vanno dalle aziende di trasporto pubblico locale con frequenza inaudita, lasciando posti vuoti che difficilmente vengono colmati.

Le conseguenze di questa situazione comportano inevitabilmente la mancata effettuazione di corse di linea, come accade frequentemente nell’azienda Arriva Udine, tema all’ordine del giorno dell’audizione del 14 gennaio 2026, condizione che genera una conseguente, manifestata e persistente richiesta di disponibilità al personale autista “rimasto”, al fine di evitare disservizi al trasporto pubblico locale.

La continua richiesta di maggiore disponibilità al personale assunto per assicurare continuità al servizio di trasporto non fa altro che generare un circolo vizioso, che determina un aumento di stress e compromettendo la conciliazione dei tempi vita – lavoro, originando inevitabilmente nuove defezioni…

Le aziende stanno ponendo in essere correttivi per “compensare” le dimissioni in atto, in primis aumentando la richiesta di flessibilità al personale assunto, reclutando autisti attraverso i progetti Academy e recruiting Day, che sono indubbiamente essenziali, senza però considerare con attenzione le motivazioni che stanno alla base delle dimissioni volontarie del personale autista, anche di lunga esperienza, situazione che determina sempre il problema della carenza di personale e che solo con reali ed efficaci politiche aziendali potrebbero ridurre codesto fenomeno, anziché correre solo ai ripari.

La FAISA-CISAL elenca sommariamente di seguito le principali motivazioni che generano le fuoriuscite di lavoratori dalle aziende:

-> La persistente richiesta di flessibilità agli autisti in servizio al fine di compensare il personale mancante, che provoca inevitabilmente la mancata concessione di ferie, permessi o riposi compensativi frutto di straordinario pre lavorato.

-> la richiesta di risarcimento danni causati ai mezzi, quando viene applicato pedissequamente l’art.34 del contratto Nazionale, che certamente dissuade l’assunzione di autisti e facilita le dimissioni volontarie, soprattutto se l’azienda, come sta accadendo in particolare in una delle quattro, non intende rinnovare l’accordo che prevede il concorso economico contingentato dei lavoratori per far fronte ai sinistri occorsi, permettendo sottrazioni economiche molto più ampie a danno degli stessi.

-> Spostamento forzato di autisti dalle proprie residenze di servizio per fare spazio al personale delle società in sub affidamento, come già avvenuto e per tale motivo taluni autisti se ne sono andati.

-> Condizioni di lavoro esasperate, a titolo di esempio tempi di percorrenza sulle linee inadeguati, spesso con veicoli non in condizioni ottimali che generano ritardi cronici quotidiani e livelli di stress elevatissimi.

-> Il tema delle aggressioni, sia verbali che fisiche generate anche dai disservizi sopra citati, purtroppo di forte attualità negli ultimi anni, produce un allontanamento verso questa professione, o addirittura ne provoca un precipuo rifiuto per chi volesse intraprendere questo mestiere, soprattutto in virtù del fatto che spesso taluni reati rimangono impuniti.

In conclusione, la Segreteria Regionale della FAISA-CISAL auspica, in virtù delle problematiche sopra esposte, che le aziende considerino di reinvestire parte degli utili per il miglioramento delle condizioni di lavoro, con l’obiettivo di garantire il benessere psicofisico del personale dipendente a supporto dell’equilibrio vita – lavoro, adottando soluzioni ai problemi evidenziati, con lo scopo di rendere attrattiva la mansione di operatore di esercizio e contestualmente arrestare la mole di dimissioni volontarie del personale tutt’ora in atto.

Trieste, 14 gennaio 2026

FAISA-CISAL

Segreteria Regionale F.V.G