1° Maggio 2026
CISAL FVG: "Oltre il rito, serve un patto per i giovani e la sicurezza. Il lavoro povero non abiti in questa regione"

In occasione della Festa del Lavoro, il Segretario Regionale della CISAL FVG rilascia la seguente dichiarazione:

"Il Primo Maggio non può e non deve ridursi a una liturgia di piazza. Quest’anno, le parole del Presidente Mattarella risuonano con una forza particolare nella nostra regione: il lavoro va difeso, certo, ma va soprattutto liberato dalle barriere della precarietà e dell'impoverimento.

Nonostante il Friuli Venezia Giulia mostri una tenuta superiore rispetto ad altre aree del Paese, non siamo immuni dal 'gelo' economico descritto dagli ultimi dati

nazionali. Con un PIL che fatica a superare lo 0,5% annuo e un'inflazione che morde il potere d'acquisto delle famiglie, il rischio di uno scivolamento verso il 'lavoro povero' è reale anche nelle nostre province."

Le tre sfide prioritarie per il territorio:

  • 1. Emergenza Demografica e Fuga dei Cervelli: Il Friuli Venezia Giulia soffre di un inverno demografico severo. Come sottolineato dal Capo dello Stato, la fuga dei giovani istruiti è una ferita all'interesse nazionale e regionale. Non possiamo permetterci di essere una terra di transito: dobbiamo trasformare il FVG in un hub di innovazione dove i giovani non siano solo 'ascoltati', ma messi in condizione di essere indipendenti con contratti dignitosi e prospettive di carriera stabili.

  • 2. Sicurezza e Dignità: In una regione a forte vocazione manifatturiera e logistica, la sicurezza sul lavoro rimane la nostra priorità assoluta. La CISAL ribadisce che la produttività non può mai viaggiare a scapito della vita umana. Chiediamo più controlli e una formazione continua che integri le nuove sfide dell'Intelligenza Artificiale, affinché la tecnologia sia un alleato della sicurezza e non un pretesto per la contrazione dei diritti.

  • 3. Costo dell'Energia e Tenuta Industriale: La crisi mediorientale e le tensioni sui mercati energetici pesano enormemente sul nostro sistema produttivo, dal comparto dell'elettrodomestico alla metalmeccanica friulana. È necessario che le istituzioni regionali e nazionali agiscano con velocità: il taglio delle accise e il piano casa sono segnali positivi, ma serve una visione strutturale per evitare che il debito pubblico e l'inflazione soffochino la nostra competitività europea.

"Il Friuli Venezia Giulia ha nel suo DNA la cultura del fare. Ma oggi il 'fare' deve essere sinonimo di 'equità'. Un Paese indebitato, come ricorda il Ministro Giorgetti, non è totalmente libero; allo stesso modo, un lavoratore precario o sottopagato non è un cittadino pienamente libero.

In questo Primo Maggio, la CISAL FVG rinnova il suo impegno per un sindacato moderno, che non urla ma costruisce, chiedendo alla politica regionale un tavolo permanente che metta al centro il ricambio generazionale e la salvaguardia dei salari reali."

Ufficio Stampa CISAL Friuli Venezia Giulia