l'ordinanza restrittiva della Regione che impone lo stop ai lavori all'aperto dalle 12:30 alle 16:00 nei settori agricolo, florovivaistico, edile, stradale e nelle cave in presenza di un rischio alto segnalato dalla piattaforma Worklimate. È un atto necessario per difendere l'incolumità dei lavoratori di fronte a temperature insostenibili.

Tuttavia, riteniamo che non ci si possa limitare a interventi d’urgenza dell'ultimo minuto. Accanto alle buone pratiche messe in atto da alcune importanti realtà industriali del territorio, permangono forti criticità che l'attuale provvedimento regionale — concentrato prevalentemente sulle attività all'esterno — non riesce a regolare e coprire in modo efficace.

Tra le situazioni più allarmanti sul territorio, la CISAL intende denunciare con forza la condizione in cui si trovano a operare i lavoratori di Poste Italiane in Friuli Venezia Giulia. Riceviamo segnalazioni estremamente preoccupanti, con particolare riferimento ai centri operativi di Trieste, Casale e Casale bis, dove il personale si trova a fare i conti con picchi di calore insostenibili all'interno dei locali, spesso privi di sistemi di aerazione o climatizzazione adeguati a gestire questa ondata di afa eccezionale. Il paradosso è evidente: mentre per alcuni settori si dispone legittimamente il blocco delle attività, nei centri di smistamento e movimentazione postale si continua a lavorare a ritmi serrati in ambienti surriscaldati, mettendo a serio rischio la salute psicofisica dei dipendenti.

Nessuna esigenza produttiva, di profitto o di servizio può prevalere sulla salute e sulla sicurezza delle persone. Chiediamo quindi a Poste Italiane un intervento immediato e straordinario per la messa in sicurezza dei poli logistici citati. Invitiamo inoltre gli organi di vigilanza ed ispettivi a intensificare i controlli sul rispetto dei divieti e delle sanzioni previste. La salute non si negozia: servono investimenti strutturali nella climatizzazione dei reparti e una cultura della prevenzione che duri tutto l'anno, non solo nei momenti di massima emergenza.

Claudio Palmisciano
Segretario Generale
CISAL Friuli Venezia Giulia

23-06-2026
Emergenza caldo e tutela della salute dei lavoratori. Dichiarazione del Segretario Generale CISAL-FVG

L'ondata eccezionale di caldo torrido che sta colpendo il Friuli Venezia Giulia impone un livello di attenzione e responsabilità non più rimandabile. I dati e le cronache aziendali delle ultime ore — dalle rimodulazioni dei turni all'alba alla gestione delle pause e alla distribuzione di integratori — dimostrano come l'emergenza climatica sia ormai una realtà strutturale all'interno dei nostri luoghi di lavoro, sia nelle fabbriche che nei cantieri all'aperto.

Come CISAL del Friuli Venezia Giulia, accogliamo con favore

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