24-8-2026
CCRL Enti Locali, stop della Corte dei Conti: e ora che succede a stipendi e welfare? Intervista a PAOLA ALZETTA, Segretaria Regionale della CISAL Enti Locali FVG

Domanda: Segretaria Alzetta, il 6 maggio scorso avevate accolto con "ragionato consenso" la pre-intesa sul CCRL 2022-2024. Oggi la Sezione di controllo della Corte dei Conti ha congelato l'accordo. Come giudica questo "stop" inatteso e qual è la primissima reazione della CISAL Enti Locali FVG a questo sblocco mancato?
Paola Alzetta: La notizia della mancata certificazione della preintesa è giunta del tutto inattesa. Le informazioni che avevamo inerenti alle interlocuzioni svolte dalla Regione con la Corte dei Conti durante la fase istruttoria non facevano presagire l’esito negativo.

D: I 13.000 dipendenti del comparto unico si aspettavano l'erogazione degli arretrati (fino a 6.000 euro lordi medi a testa) e gli aumenti tabellari (114-180 euro lordi) già con lo stipendio di settembre. Quali sono concretamente i tempi necessari affinché la Giunta regionale e la Corte dei Conti chiariscano i rilievi, e c'è il rischio concreto che i lavoratori debbano attendere oltre l'autunno?
P.A.: I tempi per chiarire e definire la situazione devono essere brevissimi. Ne va anche dell’autorevolezza della parte politica. A nostra lettura, infatti, la Corte dei Conti, pur accertando la compatibilità finanziaria delle norme contrattuali, ha sotteso che la programmazione della spesa pubblica in Friuli Venezia Giulia non rispetti i principi di unitarietà del quadro macroeconomico nazionale.
La Corte dei Conti arriva al paradosso che gli aumenti contrattuali, il welfare e l’aumento del “buono pasto” (queste ultime due voci di natura assistenziale e non retributiva, derivati peraltro da specifiche leggi regionali e non dalla preintesa firmata) in quanto voci di spesa pubblica, oltre ad avere un impatto monetario, potrebbero avere effetto inflattivo “in termini di aumento della propensione al consumo”. Quindi per la Corte dei Conti la colpa di un aumento dell’inflazione sarebbe dunque degli stipendi dei lavoratori del Comparto Unico!
Ma si ricordano che l’Italia è il paese in Europa che negli ultimi anni ha avuto il più basso recupero di potere di acquisto degli stipendi? Non dimentichiamo che è dal 2010 – con il blocco economico della contrattazione nel pubblico impiego imposto dallo Stato e dichiarato poi illegittimo dalla Corte Costituzionale grazie proprio alla Cisal - che si assiste alla discesa della curva salariale degli stipendi!
Ovviamente i dipendenti del Comparto hanno accolto molto male la notizia della bocciatura. Ricordo che questo contratto è riferito ad un triennio ampiamente scaduto (2022-2024) nel quale l’indice di inflazione riconosciuto era del 16%, nel mentre la preintesa ha utilizzato una percentuale reale di recupero contrattuale (e non utilizzata solo la parte riferita ai tabellari) che non raggiunge l’8%.
Questo deve essere chiaro, anche per la Corte dei Conti. Fare un processo alle intenzioni, considerando tra gli aumenti contrattuali anche eventuali e future spese frutto di possibili future scelte autonome delle singole Amministrazioni del Comparto, è semplicemente incredibile.

D: Un punto forte sottolineato a maggio era l'introduzione dell'istituto del welfare aziendale fino a 800 euro annui e l'innalzamento dei buoni pasto a 10 euro. Gli articoli di stampa evidenziano il rischio che l'incertezza metta in bilico queste risorse per l'annualità in corso: la CISAL come intende muoversi per evitare che i lavoratori perdano questi benefici economici e sociali già concordati?
P.A.: La bocciatura della preintesa impedisce prima di tutto di riconoscere ai 13.000 dipendenti pubblici del Friuli Venezia Giulia un recupero, seppur parziale, dell’inflazione subita nel triennio 2022-2024. A livello nazionale è già stato sottoscritto anche il contratto 2025-2027, mentre e noi siamo ancora senza il contratto 2022-2024!
Per quanto riguarda il welfare (la cui natura è assistenziale e non retributiva, come riconosciuto dalla stessa Corte dei Conti nella deliberazione), l’introduzione e la relativa copertura finanziaria derivano da una legge regionale. Il CCRL si è limitato a definire l’importo pro capite e a prevedere che sia corrisposto al personale in base al contributo fornito al valore pubblico conseguito dalle singole Amministrazioni. La Corte dei Conti ritiene, a nostro parere erroneamente, che la regolamentazione prevista nella preintesa comporti automaticamente che la relativa spesa è costo contrattuale. Non lo è per tutte le realtà private italiane, e non può essere confrontato con quello nazionale pubblico ove anche le regole di finanziamento sono diverse.
Quanto al “buono pasto”, ricordiamo che anche il suo adeguamento risponde a una espressa previsione di legge regionale, che ne individua una data di decorrenza; nel merito, la preintesa non richiama o precisa o dettaglia alcun elemento ulteriore.

D.: Il nodo sollevato dai magistrati contabili sembra riguardare la capienza finanziaria e l'entità degli aumenti (pari al 7,5% contro il 6% medio del contratto nazionale). Ritiene che la specificità dell'Autonomia Speciale del FVG e le risorse già stanziate dalla Regione siano sufficienti a blindare la legittimità dell'accordo senza dover riaprire la trattativa o rivedere al ribasso le cifre?
P.A.: A nostro parere se la Corte dei Conti ritiene opportuno effettuare confronti economici li faccia, ma con altre analoghe realtà come i comparti pubblici delle altre Regioni a statuto speciale. È paradossale la visione della Corte dei Conti secondo cui vi sarebbe una “omogeneità sostanziale dei ruoli e delle mansioni” tra i dipendenti pubblici del Comparto FVG e i colleghi del contesto nazionale; ad esemplificazione non esaustiva ricordo che in Friuli Venezia Giulia nel Comparto Unico è incardinato anche il Corpo Forestale regionale e Vigilanza Ambientale, funzioni che lo Stato ha dismesso trasferendo personale e competenze all’Arma dei Carabinieri.
La stessa Corte dei Conti, del resto, nel momento in cui riconosce la compatibilità finanziaria della preintesa, evidenzia nel documento che il Friuli Venezia Giulia, in quanto Regione a statuto speciale, concorre al coordinamento della finanza pubblica nazionale mediante specifici accordi Stato/Regione, recepiti da apposite norme di attuazione. Tutte le regole sono state rispettate: perché allora ostacolare la valorizzazione dei dipendenti che quotidianamente garantiscono ai cittadini servizi di eccellenza? Perché non abbiamo sentito alcun rilievo dalla Corte dei Conti quando due anni fa, a partire dallo Stato, sono state aumentate le indennità di carica dei Sindaci e degli altri amministratori comunali (aumenti fino al 106%)? Si usano forse due pesi, due misure?

D: Nella precedente intervista aveva evidenziato che il percorso non era affatto concluso, citando la necessità di risposte immediate per la Polizia Locale, il Corpo Forestale e la Vigilanza Ambientale. Alla luce dello stallo attuale, come si inseriscono queste priorità nell'agenda sindacale? C'è il rischio che i dossier specifici slittino ulteriormente?
P.A.: In questo momento la priorità assoluta è riconoscere a tutti i dipendenti del Comparto, compresa la Polizia Locale e il Corpo Forestale e Vigilanza Ambientale, quanto il dovuto sul piano contrattuale, a partire dagli aumenti tabellari e dagli arretrati previsti dalla preintesa. Successivamente dovremo proseguire il confronto per dare le risposte specifiche ai Corpi citati e, soprattutto, per avviare il prima possibile la contrattazione 2025-2027. Deve essere riconosciuta la professionalità dei lavoratori del Comparto con importi, istituti e discipline idonei alla nostra realtà territoriale e istituzionale. Senza dimenticare che dovremo confrontarci per chiarire e definire i passaggi necessari al processo di istituzione delle nuove Province.

D: Cosa chiede oggi la CISAL all'Assessore regionale Pierpaolo Roberti e alla Giunta FVG? Intendete promuovere un tavolo di confronto urgente con le altre sigle sindacali firmatarie per valutare contromisure o mobilitazioni a tutela dei diritti dei lavoratori del Comparto Unico?
P.A.: Abbiamo chiesto, e già ottenuto, un incontro urgente - che si terrà entro la fine di agosto - per valutare le implicazioni e le possibili soluzioni allo stop contrattuale. Siamo pronti ad attivare ogni azione necessaria a tutela dei dipendenti del Comparto Unico FVG, non escludendo forme di agitazione. Deve essere chiaro che il “ragionato consenso” espresso dato dalla CISAL con la firma della preintesa non potrà in alcun modo essere rivisto al ribasso.

A cura della Redazione di
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