2-9-2026
Replica all'intervista di Roberto Vannacci – Lavoro, retribuzioni e gestione dei flussi migratori in Friuli Venezia Giulia.
Dichiarazione della Segreteria Regionale CISAL Friuli Venezia Giulia

La CISAL FVG, nell'ambito del suo rigoroso rispetto dell'autonomia e indipendenza da qualsiasi partito o formazione politica, intende tuttavia esprimere una ferma presa di posizione rispetto alle recenti dichiarazioni rilasciate il 2 settembre su Messaggero Veneto e Il Piccolo dal Generale Roberto Vannacci. Quando si toccano i temi dell’occupazione, delle retribuzioni e della gestione dei flussi migratori, riteniamo doveroso riportare il confronto sul piano della realtà produttiva e della tutela dei diritti dei lavoratori.

Sostenere in modo generico che le imprese del Friuli Venezia Giulia debbano «prima far lavorare gli italiani con salari adeguati» significa ignorare la struttura demografica ed economica del nostro territorio, oltre che i recenti passi avanti sul piano normativo e contrattuale:

  • Integrazione e reale fabbisogno del territorio: La nostra Regione affronta un calo demografico strutturale e una diffusa carenza di manodopera in settori strategici come la manifattura, la logistica, l'edilizia e l'assistenza alla persona. La presenza di lavoratori stranieri regolarmente inseriti non è frutto di una preferenza ideologica né di un "esercito di riserva", ma costituisce un elemento indispensabile per la tenuta del sistema produttivo e dei servizi essenziali per i cittadini.

  • Salario, contrattazione e centralità del TEC: Per garantire retribuzioni adeguate a tutti i lavoratori — italiani e stranieri — la strada maestra non è lo scontro ideologico, ma il rafforzamento della contrattazione collettiva leader. In questo senso, il recepimento e la valorizzazione del Trattamento Economico Complessivo (TEC) rappresentano un pilastro fondamentale: la garanzia salariale non si limita al solo minimo tabellare, ma comprende l'insieme delle voci retributive e del welfare contrattuale stabiliti dai CCNL sottoscritti dalle organizzazioni maggiormente rappresentative. È attraverso il rispetto del TEC che si sconfiggono il lavoro povero, il dumping salariale, i contratti "pirata" e gli appalti al ribasso.

  • Integrazione programmata e diritti: I salari adeguati e la legalità si tutelano garantendo parità di trattamento retributivo e normativo a parità di mansione. La gestione dei flussi deve puntare su ingressi programmati, formazione linguistica e professionale, sicurezza sul lavoro e politiche abitative adeguate. Un lavoratore regolare, formato e tutelato sotto il profilo del TEC è una risorsa per l'economia locale e un argine contro lo sfruttamento.

Come CISAL FVG riconfermiamo l’esigenza di proseguire nella valorizzazione della contrattazione collettiva di qualità attraverso il TEC, il taglio delle tasse sul lavoro, per aumentare il netto in busta paga a tutti i lavoratori, ma riponiamo anche una forte aspettativa nella concreta ed efficace attuazione della Legge Regionale n. 14 del 2025 che contiene “Disposizioni in materia di innovazione sociale per lo sviluppo e l’attrattività del territorio regionale del Friuli Venezia Giulia”, affinché possa fornire risposte strutturali alle esigenze del mercato del lavoro, della formazione e del tessuto economico del Friuli Venezia Giulia.

Udine, 02/09/2026

Claudio Palmisciano
Segretario Generale
CISAL Friuli Venezia Giulia

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