20-9-2026
Oltre la superficie dei dati: perché la crescita dell’occupazione in FVG richiede salari dignitosi, stabilità e la concreta attuazione della LR 14/2025.
Di Claudio Palmisciano Segretario Generale CISAL Friuli Venezia Giulia
I recenti dati ISTAT relativi al mercato del lavoro in Friuli Venezia Giulia restituiscono la fotografia di un’economia regionale in apparente salute. Nel primo semestre del 2026, si registra un incremento significativo degli occupati, con una crescita media che porta il bacino dei lavoratori regionali a circa 539.700 unità (+14.600 su base annua). Un segnale di reattività del tessuto produttivo locale che la CISAL FVG accoglie con favore, ma che non può e non deve essere letto come un traguardo definitivo.
Dietro la facciata dei numeri aggregati, infatti, emergono alcune fragilità che la nostra organizzazione sindacale denuncia da tempo. La vera questione non è soltanto quanti posti di lavoro si creano, ma quali condizioni contrattuali, retributive e prospettive sociali essi garantiscano alla nostra comunità.
La qualità dell'occupazione e la trappola del precariato
Una parte consistente del saldo positivo continua a reggersi su rapporti di lavoro a termine, contratti stagionali e forme di somministrazione temporanea. Se da un lato la flessibilità permette alle aziende di rispondere alle incertezze del mercato globale, dall’altro trasferisce sui lavoratori — in particolare giovani e donne — l’intero peso dell'incertezza economica. In FVG si assiste ancora a una persistente contrazione o stagnazione dell’occupazione femminile di qualità e a una difficoltà diffusa nel trasformare i contratti d'ingresso in stabili percorsi a tempo indeterminato.
Retribuzioni ed erosione del potere d'acquisto
A fronte di un PIL e di volumi occupazionali in crescita, le retribuzioni reali continuano a soffrire gli strascichi dell'inflazione cumulata negli ultimi anni. La manodopera regionale, storicamente qualificata e specializzata, affronta stipendi che non hanno tenuto il passo con il costo della vita. Senza un deciso rinnovo dei contratti collettivi nazionali e un rafforzamento della contrattazione di secondo livello che valorizzi la produttività e il welfare aziendale, la crescita dell'occupazione rischia di configurarsi come "lavoro povero", incapace di garantire l'autonomia finanziaria delle famiglie.
La morsa demografica e la prova di efficacia della Legge Regionale n. 14/2025
La nostra regione affronta un calo demografico tra i più accentuati d'Italia e un persistente mismatch tra domanda e offerta di lavoro. In questo contesto, l'approvazione della Legge Regionale 14 novembre 2025, n. 14 ("Disposizioni in materia di innovazione sociale per lo sviluppo e l'attrattività del territorio regionale") rappresenta senza dubbio un passaggio normativo strategico. La legge introduce strumenti condivisibili: dal sostegno al welfare aziendale di territorio ai contributi per la casa ai lavoratori, dagli incentivi al lavoro agile e al coworking fino alle misure per colmare il divario di genere e favorire la genitorialità.
Tuttavia, come CISAL FVG riponiamo la giusta e realistica aspettativa sulla sua concreta attuazione. Tra l'enunciazione dei principi normativi e la reale ricaduta sulla vita quotidiana dei lavoratori c'è un passo decisivo che dipende dall'emanazione tempestiva dei regolamenti attuativi, dalla semplificazione dell'accesso alle risorse e dal reale coinvolgimento delle parti sociali. Una legge non cambia il mercato del lavoro solo perché esiste: diventa efficace unicamente se i fondi stanziati arrivano rapidamente alle famiglie e alle imprese che investono in occupazione di qualità.
La proposta della CISAL FVG
Come CISAL Friuli Venezia Giulia sosteniamo che è giunto il momento di passare dalle metriche quantitative a quelle qualitative. Non basta contare le teste, occorre misurare la stabilità e la dignità del lavoro. Chiediamo prioritariamente alla Regione FVG, alle associazioni datoriali e a tutti gli attori del territorio:
Messa a terra e monitoraggio della LR 14/2025: Accelerare l'iter attuativo della norma sull'innovazione sociale, garantendo un tavolo di monitoraggio permanente con le organizzazioni sindacali per verificare che gli incentivi sull'abitare, sulla conciliazione e sul welfare arrivino dove c'è reale bisogno.
Valorizzazione della contrattazione di II livello: Promuovere accordi territoriali e aziendali capaci di redistribuire i guadagni di produttività e integrare concretamente le misure previste dalla normativa regionale.
Piano straordinario per i giovani e la parità di genere: Utilizzare le risorse regionali per trattenere i talenti sul territorio e colmare il divario salariale e occupazionale di genere.
Il Friuli Venezia Giulia ha tutte le carte in regola per confermarsi un modello economico virtuoso nel contesto nazionale ed europeo. La sfida che ci attende, tuttavia, si gioca sulla capacità di trasformare la ripresa numerica dell'occupazione e gli strumenti legislativi in reale benessere sociale ed economico per tutti i lavoratori della regione.







