Claudio Palmisciano
Claudio Palmisciano

6-10-2026
Consiglio Nazionale CISAL – Rimini, 5-7 ottobre 2026.

Intervento di Claudio Palmisciano, Segretario CISAL Friuli Venezia Giulia

Grazie Presidente,

desidero prima di tutto ringraziare il Segretario Generale, Francesco Cavallaro, per la sua relazione lucida e coraggiosa, che traccia con chiarezza la rotta del nostro impegno politico-sindacale. Porto a questo Consiglio Nazionale il saluto della CISAL del Friuli Venezia Giulia, una terra di confine che vive con forza le contraddizioni e le sfide dell’attuale congiuntura economica.

Come è emerso chiaramente dalla relazione confederale, viviamo una fase di forte incertezza macroeconomica: la crescita modesta del PIL reale e la dipendenza energetica dall'estero continuano a pesare su famiglie e imprese. Dal nostro osservatorio regionale vediamo confermato ciò che il Segretario ha denunciato: la sola crescita dell'occupazione non basta se si accompagna a lavoro povero e discontinuo. Nella nostra regione, fortemente vocata all'industria, alla logistica e alla manifattura, il calo del potere d'acquisto dei salari reali si fa sentire ogni giorno di più.

Sosteniamo integralmente le ricette della Segreteria Nazionale per difendere i redditi:

  • Detassazione integrale e strutturale del salario accessorio, di 13ª, 14ª e dei rinnovi contrattuali;

  • Indennità di Vacanza Contrattuale dinamica per neutralizzare i ritardi nei rinnovi;

  • Adozione dell'IPCA generale nel modello contrattuale per intercettare gli shock energetici.

Ma voglio ribadire con forza la nostra totale adesione alla linea della Confederazione sul tema della libertà e del pluralismo sindacale, in merito all'articolo 7 del D.L. 62/2026 e al "Giusto Salario".

Il tentativo delle altre organizzazioni e delle associazioni datoriali di blindare un monopolio contrattuale de facto attraverso la presunta "maggiore rappresentatività" è inaccettabile. I dati CNEL dicono che i contratti leader coprono già oltre il 96% dei lavoratori. Limitare la legalità contrattuale svuota l'articolo 39 della Costituzione e ignora le pronunce della Cassazione su contratti sottoscritti proprio da chi oggi rivendica monopoli. La CISAL FVG è al fianco della Segreteria Nazionale nell'intransigenza: il giusto salario si garantisce con parametri economici oggettivi e vincolanti, non cancellando il pluralismo e l'autonomia sindacale!

Sui temi del Pubblico Impiego e dei Servizi, l'esperienza del FVG evidenzia la crisi di attrattività del lavoro pubblico:

  1. Pubblica Amministrazione e Sanità: Proprio oggi la stampa locale riporta i dati dell'ultimo concorso regionale per infermieri in Friuli Venezia Giulia: su 251 posti messi a bando ne sono stati coperti appena 98, pari al 39%, con picchi drammatici come all'Azienda sanitaria universitaria Friuli Centrale dove si è coperto solo il 26% dei posti! Questo dimostra nei fatti la crisi d'attrattività denunciata dal Segretario: non si reclutano e non si trattengono i professionisti se le retribuzioni restano fuori mercato e le condizioni gravose. Servono carriere dinamiche, l'equiparazione della tassazione del salario accessorio tra pubblico e privato e lo sblocco del TFR/TFS.

  2. Scuola e TPL: Servono assunzioni a tempo indeterminato sui posti vacanti per superare il precariato scolastico e risorse vincolate per il Trasporto Pubblico Locale, dove gli autoferrotranvieri affrontano turni logoranti e l'emergenza aggressioni sui mezzi.

L'impatto delle nuove tecnologie non riguarda solo l'Intelligenza Artificiale, ma anche l'ingresso imminente dei robot umanoidi nella produzione e nella logistica. Se non governata dal sindacato, l'automazione avanzata rischia di espellere forza lavoro su larga scala. La tecnologia deve servire l'uomo, non sostituirlo: per questo dobbiamo rivendicare con coraggio la riduzione dell'orario di lavoro a parità di retribuzione, ridistribuendo i guadagni di produttività generati dall'innovazione.

Cari colleghi, caro Segretario, la CISAL ha oggi un'autorevolezza e un radicamento straordinari. Dal Friuli Venezia Giulia confermiamo il nostro totale sostegno alla linea confederale: continuiamo a difendere con orgoglio l'autonomia sindacale, la dignità del lavoro e la stabilità del nostro Paese.

Grazie e buon lavoro a tutti!

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